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Giovanni Cortesi e Chiara Evangelista
I funerali dell'agente della polizia locale morto mentre cercava di fermare un uomo che non si era arrestato a un controllo. La scorta dei motociclisti del Corpo e l'abbraccio alla famiglia
Il feretro avvolto dalla bandiera di Milano, sopra, su un cuscino rosso, il suo casco. Quello che ha accompagnato l’agente Francesco Imprezzabile fino all’ultimo inseguimento, quel 23 giugno, alle porte di Milano e che gli è costato la vita. Nel suo quartiere, il Corvetto, nella chiesa della Madonna della Medaglia miracolosa gli applasi si alternano al silenzio, denso.
In prima fila, la famiglia Imprezzabile. Ci sono la madre Rosy, il padre Pino, la sorella Barbara e la compagna Federica, stretti nell'affetto di una comunità profondamente colpita dalla tragedia. All'esterno della chiesa numerose corone di fiori accompagnano l'ultimo saluto all'agente. Tra le dediche spicca il messaggio: «Non stancarti di inseguire i tuoi sogni». Presenti il sindaco Beppe Sala, il governatore Attilio Fontana, il comandante dei vigili urbani Gianluca Mirabelli, il questore Bruno Megale e in rappresentanza del giverno, la sottosegretaria di Stato al Ministero della Difesa Isabella Rauti. «Francesco, in un impeto di passione grande per il suo lavoro ha fatto un gesto eroico, non temerario», precisa padre Antonello durante l’omelia, raccontando poi l’amore verso la divisa di Imprezzabile: «Parlava di vocazione per il suo lavoro. Vocazione, che è un termine religioso. E Francesco non era molto religioso, saltava qualche messa», spiega, strappando qualche sorriso alla chiesa, piena, straripante di persone.











