Il telescopio spaziale James Webb ha osservato il transito di un pianeta gigante attorno ai resti della sua stella, riuscendo a spiegare un enigma che gli astronomi si trascinavano dal 2020: come ha fatto un pianeta delle dimensioni di Giove a sopravvivere alla morte del proprio sole? Lo studio, firmato da un team internazionale guidato da Ryan MacDonald dell'Universit� di St Andrews, � stato pubblicato il 1� luglio sulla rivista Nature.
Il protagonista si chiama WD 1856 b, un esopianeta scoperto nel 2020 grazie ai dati del satellite TESS e del telescopio Spitzer della NASA. Orbita attorno alla nana bianca WD 1856+534, a circa 80 anni luce dalla Terra, completando un giro completo ogni 34 ore a una distanza inferiore ai 3 milioni di chilometri. Un dettaglio che d� la misura delle proporzioni in gioco: la nana bianca ha le dimensioni della Terra, mentre il pianeta che le orbita attorno � sette volte pi� grande della sua stessa stella.
Il punto � che una nana bianca non nasce tale. � ci� che resta di una stella simile al Sole dopo che, giunta al termine della sua vita, si � gonfiata fino a diventare una gigante rossa e ha poi espulso gli strati esterni. Durante quella fase, qualsiasi pianeta orbitasse alla distanza attuale di WD 1856 b sarebbe stato inghiottito e distrutto. Il pianeta orbita infatti 50 volte pi� vicino alla propria stella di quanto la Terra non orbiti attorno al Sole, un valore incompatibile con la sua sopravvivenza se quella fosse sempre stata la sua posizione.








