L'Italia è più volte finita nei radar di BYD per un eventuale insediamento industriale, ma le ultime dichiarazioni del senior advisor per l'Europa, Alfredo Altavilla, non lasciano alcuna speranza al nostro Paese: il secondo impianto europeo del colosso di Shenzhen non nascerà sul nostro territorio.

"Questa settimana abbiamo due team che stanno effettuando sopralluoghi in diverse giurisdizioni, quindi siamo vicini alla conclusione del processo di scelta", ha affermato Altavilla, precisando anche quali siano i Paesi oggi in pole position. Infatti, Spagna e Francia sono le candidate più probabili a un investimento cosiddetto "brownfield": BYD prevede, in pratica, di acquisire un impianto già operativo da una Casa automobilistica tradizionale.

Alfredo Altavilla, senior advisor per l'Europa di BYD

Altavilla non ha spiegato perché l'Italia sia stata ormai esclusa, ma è evidente come Spagna e Francia abbiano diversi vantaggi competitivi da mettere sul piatto per attrarre investimenti esteri. Uno è ormai noto: entrambi i Paesi possono garantire costi dell'energia sensibilmente più bassi rispetto al nostro.

A tal proposito, è utile ricordare la recente audizione in Parlamento di Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis. Il manager ha chiesto interventi sul caro energia, denunciando gli elevati costi sostenuti dal gruppo: l'anno scorso, Stellantis ha pagato l'elettricità in Italia 205 euro al MWh, contro i 90 euro della Spagna e i 100 euro della Francia.