Ha aperto il 14 giugno. Ed è forse il primo “restaurant beach bar” Zes in Puglia. Nato cioè grazie a un’autorizzazione rilasciata dalla Zona economica speciale unica del Mezzogiorno. È il White Ostuni beach, in contrada Monticelli a Ostuni. Riapre dopo sei anni grazie alla struttura coordinata da Giosi Romano, il manager voluto dal governo per gestire gli investimenti agevolati nel Sud. In principio era Quarto di Monte, il chiringuito con vista mare e dune che serviva mojito, mandava musica hip hop e house e la sera richiamava folle danzanti. Nel 2013 nasce White, in attività fino al 2019. Ma le cose si complicano negli anni successivi. Prima il Covid, poi le proteste dei villeggianti per i decibel: «Le autorizzazioni ogni anno arrivavano in ritardo — ricorda il titolare Gabriele Lippolis, imprenditore di Francavilla Fontana — e non consentivano di aprire la stagione nei tempi giusti. Per questo abbiamo ritenuto di chiedere l’autorizzazione unica Zes a fine maggio del 2025. E a dicembre è arrivata».
Contro l’autorizzazione, però, hanno presentato un ricorso al Tar il Libero comitato per la salvaguardia della costa di Ostuni e Italia Nostra. L’accusa: mancanza di trasparenza nella procedura Zes e un’autorizzazione da 305 metri quadrati, dodici volte la struttura esistente, 25 metri, il chioschetto che c’era già prima. «In realtà — ribatte Lippolis — abbiamo rinunciato a coibentare 200 metri, il tetto, ombreggiato soltanto da canne di bambù,e tutti gli spazi laterali, lasciati aperti. L’impatto è minimo». Venerdì il Tar ha respinto la richiesta cautelare di sospensione e ha rinviato la discussione all’11 novembre.







