Un lettore scrive: «Con il termometro che segna quasi 40 gradi, la portata del Po ridotta, il livello dell'acqua del lago Maggiore che comincia a destare preoccupazione, viene da chiedersi se andiamo incontro ad un periodo di siccità con pesanti conseguenze per l'agricoltura. Sono anni che il problema si pone.Mi chiedo ad esempio: che fine ha fatto l'idea di una diga nella bassa Valle di Viù? Considerato poi che in Italia le grandi opere spesso richiedono tempi biblici per la loro realizzazione, le prospettive sono comunque sconfortanti: se anche si avviasse oggi la realizzazione del bacino artificiale quando sarebbe disponibile?».Carlo Dellepiane Una lettrice scrive: «Interessante e molto vero l'intervento sulle difficoltà ad accedere ai piccoli negozi, a causa di gradini troppo alti, di mancanza di mancorrenti ecc. Mi è capitato di dover rinunciare ad un caffè, perché ben tre bar lungo corso Turati hanno all'ingresso un gradino alto, senza punti di appoggio per superarli. Si dirà che si vive anche senza caffè, ma a 80 anni perché mi devo privare di un piccolo piacere?».Elena Il direttore Sc Dermatologia del San Lazzaro scrive:«In relazione alla lettera dal titolo "San Lazzaro, la macchina per le diagnosi oncologiche che la sanità pubblica usa male" preciso che la microscopia a laser confocale è una metodica di recente introduzione che consente di ottenere immagini delle strutture della pelle con una risoluzione a livello di singole cellule. È una metodica che è definita di terzo livello e trova indicazione solo in un ristretto numero di situazioni, inserendosi in un percorso di diagnosi in cui la valutazione principale è basata su parametri clinici e dermoscopici.La metodica da sola non è efficace, mentre se inserita in un percorso di diagnosi differenziale nell'ambito di lesioni correttamente analizzate con la storia clinica, la visita clinica e l'indagine dermoscopica, può essere utile per caratterizzare meglio le lesioni cutanee e le indicazioni a eventuale asportazione. In nessun caso può esser utilizzata senza le precedenti metodiche e pertanto risulta un'indagine che solo il dermatologo specialista in diagnostica non invasiva (quali sono presenti nella struttura da me diretta) può utilizzare e interpretare in maniera corretta. Lo strumento è in dotazione da un anno a seguito di una donazione da parte della Fondazione Venesio. Eseguiamo circa 35-40 esami alla settimana in regime esclusivamente istituzionale (Ssn), il cui accesso deve seguire la suddetta procedura clinica per l'utilizzo appropriato di tale risorsa, ovvero dopo una visita clinica e indagine dermoscopica. La prenotazione della stessa avviene solo previa valutazione di un dermatologo specializzato in diagnostica non invasiva presso il nostro centro e con il codice relativo alle prestazioni in videodermoscopia».Pietro Quaglino* * DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.