Dopo l’omicidio di Giancarlo Romano, ucciso il 26 febbraio del 2024 nella sparatoria allo Sperone e ritenuto dagli investigatori il capo emergente della famiglia mafiosa di corso dei Mille, si pose un problema concreto: recuperare gli affari che il boss seguiva prima di morire e capire chi dovesse parlare con i suoi vecchi referenti.Non solo estorsioni e scommesse clandestine, ma anche investimenti e operazioni immobiliari che, secondo la Procura, passavano dalle aste giudiziarie e dal rapporto con Giuseppe Vulcano, il ragioniere indicato nelle carte come l’uomo che avrebbe curato gli interessi economici di più cosche mafiose, da Porta Nuova a Brancaccio, da corso dei Mille a Villabate.A luglio, quasi cinque mesi dopo il delitto, gli investigatori intercettano una riunione nello studio di Vulcano...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Palermo, il summit dal ragioniere per l’eredità del boss ucciso
Dopo l’omicidio di Giancarlo Romano, capo della famiglia mafiosa di corso dei Mille, i nuovi referenti si presentarono da Giuseppe Vulcano per subentrare negli affari








