Lo Scramble (letteralmente “precipitarsi”, “andare di corsa”) è la procedura operativa di difesa aerea della Nato che prevede il decollo immediato di una coppia di caccia intercettori per identificare e, se necessario, intercettare un velivolo sconosciuto o potenzialmente ostile che è entrato, o sta per entrare, nello spazio aereo protetto dall’Alleanza. È lo strumento principale con cui l’integrità territoriale dei cieli dell’Alleanza atlantica, difesa ogni singolo giorno, 24 ore su 24.
Intervenuto mercoledì 1 luglio in audizione davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera nell’ambito dell’esame dei provvedimenti sulle missioni internazionali, il Comandante operativo di vertice interforze (COVI), generale di corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci ha spiegato che «in termini pratici l’attività condotta, per darvi degli elementi di riferimento, ci ha portato all’esecuzione di 74 “Alfa Scramble” nel 2025, cioè sostanzialmente le missioni su allarme reale che vengono gestite dalla catena di comando e controllo aerea della Nato, e 42, ben 42 nel solo 2026 finora. Tutto questo naturalmente per monitorare l’attività e gli sconfinamenti per lo più russi nello spazio aereo alleato».








