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Ruggiero Corcella

All'Irccs San Raffaele di Milano, la ricerca sui neurostimolatori apre nuove speranze per le lesioni midollari. Tuttavia, avverte Federica Alemanno, «la tecnologia deve restare uno strumento di cura, al servizio della persona e della sua libertà»

C'è un laboratorio del futuro che non assomiglia a quelli raccontati dalla fantascienza. È il Mine Lab (Laboratorio congiunto sulle Neurotecnologie Impiantabili Modulari) che vede coinvolti medici, fisioterapisti e ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Università Vita-Salute San Raffaele (UniSR) insieme ai bioingegneri della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa coordinati rispettivamente dai professori Pietro Mortini e Silvestro Micera. È qui che, dopo una sperimentazione sui primi 10 pazienti, si stanno impiantando neurostimolatori midollari capaci di restituire il movimento a persone rimaste paraplegiche dopo un trauma. E le persone «rimesse in piedi» sono ormai diventate 20. Un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile e che oggi apre prospettive concrete per pazienti destinati a convivere con una grave disabilità.

La posta in giocoMa il recupero della deambulazione rappresenta soltanto una parte della sfida. Perché accanto alla tecnologia c'è il cervello, con la sua straordinaria capacità di adattarsi, riorganizzarsi e imparare. E c'è soprattutto la persona, chiamata a integrare nella propria vita un dispositivo che modifica il rapporto con il corpo, senza alterare la propria identità. È proprio su questo terreno che lavora Federica Alemanno, neuroscienziata, primario del Servizio di Neuropsicologia del San Raffaele. Da anni affianca il lavoro dei neurochirurghi seguendo i pazienti prima e dopo l'impianto dei dispositivi, valutandone le funzioni cognitive, gli aspetti psicologici e la capacità di affrontare un percorso riabilitativo complesso. Il suo osservatorio privilegiato le consente di cogliere non soltanto gli effetti clinici delle nuove tecnologie, ma anche le domande etiche e culturali che accompagnano la loro rapida evoluzione.