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Aldo Cazzullo, inviato a New York
Contro l'Austria nei sedicesimi del Mondiale serviranno le reti del fuoriclasse del Barcellona per passare il turno
DAL NOSTRO INVIATONEW YORK - Tutta l’attesa del mondo, tutta la pressione del Mondiale, tutta la tensione di un Paese meraviglioso in un momento difficile è sulle spalle di un ragazzo. Se la Spagna arriva in semifinale, Lamine Yamal compirà diciannove anni il giorno prima di scendere in campo. Alla sua età, Maradona non era convocato, Messi e Ronaldo il Fenomeno erano in panchina.
Lui si sente addosso l’aspettativa di una nazione che arriva al Mondiale mai così divisa, lacerata dai separatismi, da uno scontro politico tra destra e sinistra mai così acceso dai tempi della guerra civile.Tutto questo incombe sulla testa spensierata di Lamine Yamal, il predestinato. E Yamal non è il cognome. Suo padre, imbianchino immigrato dal Marocco, si chiama Mounir Nasraoui. Sua madre, cameriera della Guinea Ecuatoriale, Sheila Ebana. Il suo vero nome è appunto Lamine Yamal Nasraoui Ebana. Lamine e Yamal sono due benefattori marocchini che prima della sua nascita aiutarono il padre a non morire letteralmente di fame. Riconoscente, lui diede i loro nomi al figlio.











