di Claudio Salvi "Lo specchio di Narciso". Da oggi a domenica torna Popsophia con quattro giornate di musica, filosofia e spettacolo. Tra Piazza del Popolo, Cortile di Palazzo Gradari, Centro Arti Visive Pescheria, il festival diretto da Lucrezia Ercoli cercherà di indagare il narcisismo nell’era digitale. In programma tre rassegne pomeridiane, una mostra immersiva e i nuovi philoshow dedicati a Lucio Battisti, Mina e all’età dell’adolescenza. Tra gli ospiti Leo Turrini, Ilaria Gaspari, Simone Regazzoni, Licia Troisi, Gennaro Carillo, Ginevra Leganza, Guerino Nuccio Bovalino. Lucrezia Ercoli, che festeggia la rinnovata unione con Pesaro già avviata nel 2025, torna con una edizione ancora più ricca che, come sempre aiuta e invita il pubblico a riflettere.
Ercoli, oggi viviamo di immagini, selfie, social. Cosa resta del mito greco e cosa invece è cambiato nel nostro modo di guardarci? "Non ci limitiamo più a guardare la nostra immagine, ma la condividiamo in un labirinto di specchi digitali, restando in attesa dell’ammirazione e dell’approvazione degli altri. Questo costante bisogno di riconoscimento esterno ha reso il narcisista contemporaneo molto più fragile e insicuro".
Perché il mito di Narciso può essere una chiave per leggere il presente? "Del mito resta attuale l’inganno tragico di scambiare un’immagine per la realtà, oggi il confine con il virtuale è ancora più ambiguo. Solo alla fine della storia Narciso si accorge di essersi innamorato del suo riflesso e si scopre incapace di creare una relazione, ma per lui è troppo tardi…"








