Immaginate una diva che, nel momento esatto in cui il mondo comincia a vivere di immagini, decide di sottrarsi allo sguardo. Non per capriccio, ma per libertà. Non per mistero, ma per verità. È da questo gesto che parte la terza giornata di Popsophia dedicata a Lo specchio di Narciso, e soprattutto il Philoshow di questa sera con Ilaria Gaspari, che ci invita a guardare Mina non come un enigma, ma come una filosofa involontaria della sottrazione. Perché a volte, per essere davvero visti, bisogna prima scomparire. Mina è spesso letta come un anti-Narciso.

Cosa significa sottrarsi allo sguardo in un’epoca che vive di immagini?

"È un gesto che richiede coraggio, un gesto controcorrente. Proviamo solo a immaginare quanta determinazione sia stata necessaria farlo al culmine della popolarità e del successo; quante persone non avranno approvato, o capito, una scelta così radicale. Ma trovo che sia un gesto molto libero, e nel caso di Mina sia servito anche a mettere a fuoco la forza della sua presenza artistica, della sua voce, del suo talento".

La sparizione di Mina dalla scena pubblica è diventata un gesto quasi filosofico: è una forma di libertà o una forma di resistenza?

"È una scelta a tutto tondo quindi un atto di libertà. È una scelta nel vero senso della parola, perché comprende una rinuncia, perché ha un costo. Credo invece che la libertà sia un modo di farsi carico anche della rinuncia, di quello che, scegliendo, neghiamo. Come in questa scelta di rimanere scomparendo".