Studio Ossidiana, ovvero Giovanni Bellotti e Alessandra Covini, radici italiane e base a Rotterdam, si è fatto notare nel contesto internazionale per la straordinaria capacità di muoversi in maniera fluida e coerente tra design, architettura e paesaggio che, grazie a un’attenta progettazione e sperimentazione, si combinano e trovano una definizione sempre più stratificata e complessa. I lavori del duo italiano sono paesaggi gioiosi, inattesi e fortemente sociali, in cui emerge un’idea di organismo in costante mutazione perché segue l’inatteso naturale e, insieme, l’azione dei suoi abitanti temporanei.Alcuni anni fa la loro prima installazione per la Biennale di Architettura a Venezia colpì per la libertà delle forme e dei materiali usati, con la dichiarazione esplicita che i progetti del presente debbano essere immaginati per tutti i viventi, ovvero umani, animali, vegetali, fino a spingersi alla scala dei microbi. Perché, nella loro visione, il progetto contemporaneo deve dichiarare un’idea di circolarità sempre più ampia e inclusiva, capace di raccontare un tempo in cui artificiale e naturale devono trovare una comune piattaforma vitale e rispettosa. Ossidiana è parte di una generazione di autori che pensano all’innovazione come dispositivo sociale, capace di attivare relazioni tra esseri viventi necessarie nelle metropoli contemporanee e, insieme, di ragionare sulle materie usate con un’attenzione sperimentale che punti alla massima semplicità d’uso e consapevolezza ambientale. Wired Italia li ha intervistati in occasione del numero del magazine L'Italia che verrà che racconta alcuni dei leader del futuro.Alessandra Covini e Giovanni Bellotti, co-fondatori dello Studio Ossidiana