Armando Pisacane, capo del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco del comando di Milano, ha spiegato a Fanpage.it quali sono i rischi che si corrono a fare il bagno nei fiumi e nei laghi. La scorsa estate la sua squadra ha recuperato oltre 30 cadaveri.
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Fare il bagno nei laghi e nei fiumi è rischioso. Occorre prestare molta più attenzione e cautela rispetto al mare. Non bisogna mai improvvisarsi nuotatori e bisogna invece riconoscere i propri limiti. A dirlo a Fanpage.it è Armando Pisacane, capo del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco del comando di Milano, la cui squadra solo la scorsa estate ha estratto dalle acque di laghi e fiumi milanesi e lombardi i corpi senza vita di oltre 30 persone. "Sono davvero tante", ha commentato tristemente Pisacane riferendosi a interventi effettuati nel laghi di Como e Maggiore e nei fiumi Ticino e Adda.
Con l'arrivo dell'estate e delle alte temperature che stanno toccando in questi giorni e settimane Milano e la Lombardia, il desiderio di un bagno rinfrescante è la prima cosa che viene in mente. Sono tantissime infatti le persone che si recano verso laghi e fiumi del territorio per trovare un po' di refrigerio. Ma molto spesso, purtroppo, quelle che dovrebbero essere giornate di piacere rischiano di trasformarsi, nei peggiori dei casi, in tragedie per sottovalutazione del pericolo. "Nei fiumi l'acqua è particolarmente fredda, se ci si tuffa di getto dopo aver trascorso tanto tempo sotto al sole, si rischia uno shock termico. Poi c'è la questione della densità dell'acqua, completamente diversa da quella dell'acqua di mare, infatti nuotare e restare a galla è ben più faticoso. Infine nei fiumi ci sono correnti in grado di spingere lontano e di far perdere il controllo del proprio corpo, anche se si crede di essere esperti nuotatori", ha spiegato Pisacane a Fanpage.it.







