TREVISO - «Non c'è mai stata la volontà di agevolare o danneggiare qualcuno nell'assegnazione delle case popolari. Anche se l'abuso d'ufficio non fosse stato abrogato, non sarebbe cambiato nulla. È stata fatta una lunga indagine a 360 gradi. E non è emerso nulla. Oggi c'è la certezza che non è stato commesso alcun tipo di reato». L'avvocato Fabrizio Santoro parla scandendo le parole dopo la pubblicazione delle carte dell'archiviazione dell'inchiesta sulle case popolari del Comune e, in particolare, sul ricorso alla motivazione dell'emergenza abitativa, che consente di superare le normali graduatorie.

Lui difendeva Stefano Pivato, il dirigente del settore Casa di Ca' Sugana che era finito nell'occhio del ciclone, più altri due dipendenti del municipio. E non accetta che restino dei dubbi alla luce di quanto scritto nell'ottobre del 2024 dal sostituto procuratore di Treviso, Gabriella Cama, nella richiesta di archiviazione per tutti i 31 indagati (oltre i funzionari dell'ufficio Casa di Ca' Sugana, anche diversi assegnatari di alloggi popolari, per lo più della comunità Rom). «Le indagini svolte non hanno consentito di raccogliere prove di condotte corruttive - ha messo nero su bianco Cama - viceversa i fatti evidenziano un sistema di illegalità diffusa nell'assegnazione degli alloggi riconducibile alla fattispecie dell'abuso d'ufficio». Che però è stato abrogato il 9 agosto 2024 dalla legge Nordio. «Ne consegue - si conclude - che i fatti, per come accertati, non possono essere puniti». Nessun ricorso Qualcuno ha letto in queste parole quasi una excusatio non petita dopo quasi tre anni di indagini, con perquisizioni, intercettazioni e acquisizione di numerosi fascicoli. Santoro, invece, affronta la questione in modo pragmatico. E lo fa cambiando anche il punto di vista. «Se ci fossero davvero state delle irregolarità nell'assegnazione delle case come emergenza abitativa, ci sarebbero state anche delle diffide legali, dei ricorsi e delle sentenze del Tar - chiarisce - se qualcuno si fosse visto ingiustamente scavalcato nella graduatoria per l'assegnazione di un alloggio, è facile immaginare che avrebbe per lo meno chiesto di avere contezza delle motivazioni. Invece non mi risulta nulla di tutto ciò».Tutto era partito da una segnalazione confidenziale recapitata il primo marzo 2021 al comando provinciale dei carabinieri di Treviso. In questa, in sintesi, si sosteneva che gli alloggi popolari gestiti dal Comune venivano assegnati senza rispettare le graduatorie e a volte in totale deroga ai requisiti. Le difformità All'inizio l'indagine si era concentrata sull'ipotesi della corruzione. Poi totalmente caduta. Dalla richiesta di archiviazione, però, emerge che i fascicoli sono stati esaminati da un consulente tecnico «che ha confermato la presenza di numerose pratiche caratterizzate da difformità di carattere tecnico, amministrative contabili».Ma per l'avvocato manca ogni tipo di riferimento puntuale. «Evidentemente qualcuno che sperava nell'assegnazione di un alloggio ha fatto una segnalazione inventandosi questa cosa. Da qui è partita un'indagine, che è risalta anche a dieci anni fa, e che alla fine non ha evidenziato nulla - sottolinea Santoro - quando si parla di difformità tecniche, poi, lo si fa con una genericità pazzesca. Quali sarebbero stati i casi per i quali sarebbe stata sfruttata l'emergenza abitativa? Per ogni situazione del genere viene aperta un'istruttoria molto attenta e approfondita». «A tutto concedere, potrebbero esserci stati al massimo degli errori colposi - conclude - quel che è certo, comunque, è che se anche l'abuso d'ufficio non fosse stato abrogato, nella fattispecie non si sarebbe mai arrivati ad alcuna condanna penale».A Ca' Sugana le bocche restano cucite. Tutti vogliono mettersi alle spalle una vicenda che aveva portato anche alla revoca della graduatoria per gli alloggi Erp, poi rifatta. La fiducia nei dipendenti del municipio non è mai venuta meno. Non a caso l'archiviazione era stata sottolineata con enfasi anche in consiglio comunale. In tutto ciò la richiesta di alloggi popolari continua a essere elevata. Con casi sempre più complessi. Anche per questo ci si concentra su dei punti fermi. E l'archiviazione di un'indagine del genere è tra quelli considerati più importanti. Senza più alcuna ombra.