Stefano Parisi, nel 2016, perse di poco contro Beppe Sala. Oggi, mentre il centrodestra è alla ricerca del candidato per il 2027, invita la coalizione a decidere rapidamente e a non considerare Palazzo Marino una partita secondaria. «Milano è la città internazionale del Paese. Governarla significherebbe rafforzare il ruolo del centrodestra anche a livello nazionale».

Parisi, partiamo da lei. Cosa fa oggi?

«Ho fondato insieme a mia moglie l'associazione non profit "Setteottobre", nata dopo gli attacchi di Hamas del 2023. Ci occupiamo della difesa di Israele, della lotta all'antisemitismo e dei valori occidentali. È il mio impegno a tempo pieno».

Torniamo al 2016. Come nacque la sua candidatura?

«Fu tutto molto rapido. Silvio Berlusconi mi chiamò a gennaio e mi chiese la disponibilità. Dopo qualche giorno accettai, perché Milano è una città alla quale sono molto legato. Poi Berlusconi parlò con gli altri leader della coalizione e non ci furono particolari problemi. Nel giro di poche settimane la candidatura era definita e tutti i partiti erano pienamente coinvolti».