<p>Angelini Industries ha chiuso il bilancio consolidato 2025 con 1,7 miliardi di ricavi, in aumento del 4,6% rispetto al 2024, e avrebbero toccato i 2,2 miliardi utilizzando il precedente criterio di consolidamento proporzionale della joint venture Fater (con Procter&Gamble).
Il gruppo che a maggio scorso, con Angelini Pharma, ha annunciato la più grande operazione mai condotta da un'azienda farmaceutica italiana verso mercati internazionali, firmando l'acquisizione della statunitense Catalyst per 4,1 miliardi di dollari, ha confermato la solidità finanziaria, con un ebitda (margine operativo lordo) di 229 milioni (-3,8% rispetto al 2024), un ebit (margine operativo netto) di 109,49 milioni (+2,1%), e un utile netto di 127 milioni. «Le imprese familiari hanno la responsabilità di prendere decisioni che producano valore per le generazioni successive.
Nel 2025 abbiamo concentrato capitale, competenze e attenzione manageriale nelle attività che riteniamo più in grado di contribuire allo sviluppo futuro del gruppo.
Abbiamo rafforzato la nostra presenza in ambiti ad alta intensità di innovazione come la Brain Health, le malattie rare e la tecnologia industriale, consolidando la capacità di investimento necessaria per sostenere nuove opportunità di crescita internazionale», ha commentato Sergio Marullo di Condojanni, ceo di Angelini Industries, «Sono scelte che riflettono una visione di lungo periodo e la volontà di continuare a costruire un gruppo sempre più focalizzato, competitivo e internazionale».






