«Vedremo come evolverà il business, abbiamo progetti di sviluppo e crescita». Il ceo di Angelini Industries, Sergio Marullo di Condojanni ha appena chiuso un bilancio 2024 con un aumento dei ricavi del 3%, a 2,2 miliardi di euro e della redditività del 17% e proprio nelle scorse ore ha siglato un’importante operazione negli Stati Uniti, coinvestendo 115 milioni di dollari in partnership con Grin Therapeutics su una molecola per la cura di una rara forma di epilessia. E continua a pensare al salto dimensionale, guardando all’estero e preparando il terreno per farlo, con il passaggio ai principi contabili internazionali. Senza alcuna incertezza, a patto di realizzare «un’operazione in controllo e che abbia senso industriale».
Perché siete passati agli International financial reporting standards?
La scelta è stata fatta nella prospettiva di fare deals che coinvolgano partner internazionali e che richiedono una maggiore leggibilità delle performance di gruppo a livello internazionale. Un anno fa ero molto ottimista rispetto a una grande operazione nel pharma che poi non si è concretizzata (Recordati, ndr).
Nessun ripensamento sul salto dimensionale?
Di qui al 2027 resto ottimista e credo che Angelini Industries si troverà in un’altra lega di gioco. L’operazione di scala nel pharma la troveremo, riteniamo che sia la cosa giusta da fare, ma la cercheremo con l’obiettivo di avere il controllo. Nella tecnologia industriale invece la crescita avverrà in maniera organica, c’è ancora molto potenziale da esprimere. Entrambi i business di qui al 2027 avranno però una dimensione molto più grande.






