Ravenna, 2 luglio 2026 – Era finito in ospedale con diverse fratture riportate in un incidente stradale. È morto 44 giorni dopo, senza mai fare ritorno a casa, al termine di un lungo percorso tra reparti e strutture sanitarie diverse, tra Cesena, Ravenna e Cervia. Ora saranno due perizie, una sulla dinamica del sinistro e una sul decorso clinico, a chiarire se il decesso di Franco Bagnoli, 65 anni, sia riconducibile esclusivamente all’incidente oppure se abbiano inciso anche eventuali criticità nelle cure ricevute durante il ricovero.

Per questo motivo sono complessivamente 35 le persone iscritte nel registro degli indagati, difesi in buona parte all’avvocato Giovanni Scudellari, alcune dai legali Monia Socci, Sara Scarpellini, Carlotta Mattei. Oltre all’automobilista ottantenne che il 25 luglio 2024 era alla guida della Hyundai coinvolta nello schianto, figurano 34 tra medici – chirurghi, anestesisti e altri specialisti – e infermieri, dell’Ausl e di strutture convenzionate, che hanno avuto in cura il 65enne nel corso del suo mese e mezzo di degenza.

L’incarico ai periti è stato conferito ieri dal gip Andrea Galanti. La ricostruzione dell’incidente è stata affidata all’ingegnere Francesco Rendine, mentre la perizia medico-legale sarà svolta dalla dottoressa Raffaella Marino. L’obiettivo è accertare il nesso di causalità tra lo scontro, le lesioni riportate dal motociclista e il successivo decesso, verificando anche se, durante il lungo ricovero, possano essersi verificati errori nell’assistenza sanitaria.