Processo con rito abbreviato per Franco Vacchina, il commerciante di pneumatici accusato di aver improvvisato una gara di velocità con la sua Porsche sull’autostrada A 33 Asti-Cuneo, causando la morte di Matilde Baldi. L’udienza è stata fissata per il 13 luglio. Il processo si è aperto ieri, 29 giugno, di fronte al giudice Matteo Bertelli Motta. Mamma e figlia stavano tornando a casa Lo schianto risale alla sera dell’11 dicembre 2025: Matilde e la mamma Elvia Pia stavano tonando casa, a Montegrosso, su una Fiat 500. Alla guida c’era la madre, la ragazza, commessa al Caffè Vergnano del centro commerciale il Borgo e studentessa universitaria, era seduta accanto. Avevano le cinture allacciate. Stando alla consulenza tecnica disposta dal pm Sara Paterno che ha coordinato le indagini della Polstrada di Bra, la 500 stava viaggiando intorno ai 70 all’ora. Alle loro spalle è piombata a oltre 200 chilometri orari la Porsche Gt3 guida da Franco Vacchina, difeso dall’avvocato Ferruccio Rattazzi. Alla guida della seconda Porsche, un modello 992, c’era un imprenditore torinese, Davide Bertello, assistito, dall’avvocato Michele Galasso. Le accuse Tutti e due sono accusati di aver ingaggiato una gara e di aver causato la morte della ragazza. Solo il commerciante di pneumatici, la cui Porsche GT3 RS 911, è indagato per omicidio stradale. L’altro automobilista è però accusato di omissione di soccorso. Perché dopo aver assistito allo schianto si è fermato a lato della carreggiata, ma è subito risalito, allontanandosi dal luogo dello schianto. Alcuni giorni dopo si è presentato negli uffici della polizia per raccontare la sua versione dei fatti. Matilde Baldi, gravemente ferita alla testa, non è morta subito. La ragazza, vent’anni, è spirata cinque giorni dopo all’ospedale di Alessandria. I familiari hanno acconsentito alla donazione degli organi. La procura ha affidato gli accertamenti tecnici all’ingegner Roberto Bergantini, che ha ricostruito le fasi della gara. I familiari della ragazza si sono costituiti parte civile con l’avvocato Pierpaolo Berardi, affiancato dall’ingegner Giuseppe Cresta, come consulente tecnico: la mamma di Matilde, nello schianto, ha riportato lesioni gravissime. Anche il fidanzato si è costituito parte civile Anche il fidanzato della ragazza, Francesco Tozaj, si è costituito parte civile, con l’avvocato Alberto Bazzano.