Lo hanno “pizzicato” a curiosare nel deposito dov’è in custodia la sua Porsche, sequestrata dopo la gara a 212 chilometri orari che ha provocato la morte della ventenne Matilde Baldi. Per questo Franco Vacchina, commerciante di pneumatici di 64 anni, è stato arrestato con l’accusa di aver tentato di inquinare le prove dell’omicidio stradale dello scorso 11 dicembre.

Quella sera, lungo l’autostrada Asti-Cuneo, la Fiat 500 su cui la ventenne viaggiava insieme alla madre è stata tamponata dalla Porsche 911 GT3 di Vacchina: l’ipotesi è che si stesse sfidando con un altro bolide, guidato da Davide Bertello, 47 anni. Il primo è accusato di omicidio stradale mentre Bertello risponde di cooperazione colposa.

A entrambi viene contestato di aver violato l’articolo 9 ter del Codice della strada, quello che vieta di gareggiare in velocità.

Nelle scorse ore Vacchina è stato arrestato e posto ai domiciliari. Intanto vanno avanti le indagini sullo schianto: gli investigatori hanno raccolto i video delle telecamere di controllo dell'autostrada e la pm Sara Paterno, che coordina le indagini, ha affidato l'incarico della consulenza cinematica all'ingegner Roberto Bergantin.

La famiglia di Matilde, che si è affidata all'avvocato Pierpaolo Berardi, ha annunciato di voler affiancare il suo consulente di parte, l'ingegner Giuseppe Cresta.