di Simone Di Meomercoledì 1 luglio 20264' di letturaDobbiamo riconoscere che Giuseppe Conte ha detto la verità, lunedì sera, a “Quarta Repubblica”: una certa parte politica si è interessata agli appalti per le mascherine. Peccato che non abbia specificato quale: la sua. Sì, perché la prosopopea con cui l’ex premier ha rivendicato l’assoluta estraneità del Movimento 5 Stelle a qualsivoglia intervento su forniture medicali, durante la pandemia, è platealmente, clamorosamente, innegabilmente sconfessata dal contenuto di una informativa della Guardia di Finanza allegata agli atti dell’inchiesta (archiviata) sul Commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, e Mario Benotti.Ci sono un po’ tutti: uomini di governo, parlamentari e finanche un consigliere regionale, non proprio uno che dovrebbe avere consuetudine con questo genere di articoli. Partiamo proprio da quest’ultimo, il più “basso in grado” nella gerarchia Cinque Stelle. Il 24 marzo 2020 arriva alla struttura commissariale una mail da Simone Verni, rappresentante pentastellato nel parlamentino lombardo, che veicola una proposta della società emiratina “Egos general Trading llc” per la spedizione di 10 milioni di mascherine. Verni si premura di specificare di essere stato autorizzato dal «sottosegretario Manlio Di Stefano» a fare questo passo, specificando inoltre che di lì a poco sarebbe arrivata pure un’altra proposta per conto di una «ditta che produce strumentazione clinica portatile per allestire gli ospedali da campo». Insomma, kit completo.Giuseppe Conte sbrocca con Nicola Porro: "Fanno schifo? E chi glielo ha detto?""Presidente, perché non può testimoniare?". È bastata una semplice domanda a mandare in t...OCCASIONI E AMICI