Esiste un Mezzogiorno capace di capovolgere l’ormai radicata narrazione del declino e dell’abbandono. È il Sud che si specchia negli occhi dei giovani che hanno animato la VII edizione della Scuola di Formazione per il Bene Comune, il progetto educativo promosso da FuturLab guidato dal presidente Antonio La Ferrara, conclusosi a Catania dopo un articolato percorso in sei tappe, con l’obiettivo di forgiare una classe dirigente competente, consapevole e radicata nei valori collettivi.L’iniziativa ha goduto dei patrocini della Presidenza della Regione Siciliana, della Città di Catania, dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e di Confindustria Catania. La visione alla base del progetto risponde ad un’esigenza ben precisa, come dichiarato dal direttore della Scuola Giuseppe Cicala: «Quando abbiamo progettato questa edizione ci siamo posti una domanda molto semplice: come aiutare i giovani a diventare protagonisti consapevoli del proprio tempo? Per questo abbiamo scelto di affrontare temi apparentemente diversi - dall’intelligenza artificiale alle soft skills, dall’ambiente ai diritti civili, dal PNRR all’innovazione sociale, fino all’etica pubblica e alla legalità - ma uniti da un unico filo conduttore: la costruzione del bene comune. Oggi non basta possedere conoscenze tecniche; occorre sviluppare senso critico, responsabilità e capacità di partecipazione. La nostra ambizione è quella di trasformare l’interesse dei giovani in competenza, l’energia in progettualità e la passione in responsabilità civica».Il ricco percorso ha preso il via nell'aula magna del Rettorato dell'Università di Catania con l’analisi del tema "La nuova Pubblica Amministrazione nell'era dell'Intelligenza Artificiale, tra benefici ed esigenze di regolamentazione". L'incontro ha beneficiato degli interventi di Ida Nicotra, presidente della Scuola Superiore di Catania, Vincenzo Antonelli, ordinario di Diritto amministrativo a UniCt, Antonio Meola, segretario generale della Città Metropolitana di Napoli, e Francesco Tufarelli, dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.Il secondo appuntamento, dedicato a “soft skills per il successo dei giovani nel mondo del lavoro”, ha visto i partecipanti dialogare con Agata Gueli, dirigente del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Monica Luca, presidente di Confindustria Catania Imprenditoria Femminile, e Andrea Fortunato, CEO di MYES Catania.Cittadinanza attiva, difesa dei diritti fondamentali e transizione ecologica sono state invece le colonne portanti del terzo incontro che ha coinvolto la naturalista del WWF Anna Giordano, il direttore del sito UNESCO della Val di Noto Paolo Patanè, la presidente della Croce Rossa di Catania Agata Lanteri e il giornalista d’inchiesta Daniele Piervincenzi.Il quarto appuntamento ha poi affrontato “il PNRR e le città del Sud”. Dopo i saluti della direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche Francesca Longo e l’introduzione di Ida Nicotra, il dialogo ha preso forma attorno gli interventi di Sonia Caffù, dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Salvatore Grasso, magistrato della Corte dei Conti, e Maddalena Samperi, dirigente dell'ASP di Catania.“Cura, cultura, Terzo Settore e innovazione sociale” sono stati al centro della quinta giornata, ospitata negli spazi di Isola Catania Impresa Sociale e moderata da Natalia La Rosa, giornalista di Gazzetta del Sud e coordinatrice della GDS Academy, che ha avuto modo di parlare a studentesse e studenti presenti dell’importanza della media literacy e dell’informazione responsabile, necessaria per una partecipazione consapevole alla vita pubblica. L'incontro, aperto da La Ferrara e dall'imprenditore Antonio Perdichizzi, presidente di Isola Catania, ha approfondito i temi del welfare culturale come determinante per la salute della collettività grazie agli interventi di Sara De Carli, caporedattrice di Vita, Antonio Danieli, presidente di Assifero, l’associazione che raggruppa gli enti filantropici italiani, Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, e Anna Mignosa, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Umane dell’Ateneo di Catania, con la conclusione di Giuseppe Cicala.L’ultimo appuntamento: il rispetto delle regoleDavanti alle studentesse e agli studenti dei licei “Principe Umberto” e “Galileo Galilei” di Catania e del “Benedetto Radice” di Bronte, la giornata conclusiva ha poi messo a fuoco un tema fondamentale: “L'etica dei comportamenti e la cultura del rispetto delle regole, tra istituzioni e società civile”. L’apertura dei lavori ha visto i giovani prestare la propria voce alla lettura dei pensieri di figure simbolo della legalità come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino e Peppino Impastato, sulle note di “Pensa” di Fabrizio Moro e con la proiezione del video di Lorenzo Flaherty. La mattinata, introdotta dall'attivista e borsista di ricerca Giuseppe Trovato e coordinata dal presidente di FuturLab Antonio La Ferrara, ha beneficiato dei contributi di Monica Luca, presidente Confindustria Catania Imprenditoria Femminile, Ida Nicotra, presidente Scuola Superiore di Catania di UNICT, Matteo Negro, ordinario di Filosofia teoretica presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali di UniCT, Vincenzo Antonelli, ordinario di Diritto amministrativo e pubblico DSPS di UniCT, Salvo Raffa, presidente del Centro Servizi per il Volontariato Etneo e Giuseppe Cicala, direttore della Scuola. Il dibattito ha trovato la sua declinazione più autentica nelle testimonianze dirette di chi ha segnato la storia del contrasto alle cosche. C’è la ferocia della mafia di Brancaccio nelle parole dell’Ispettrice Angela Ogliastro, a cui fu strappato il fratello Serafino. Ci sono le dinamiche interne ai clan di Partanna ricostruite da Piera Aiello, testimone di giustizia e figura chiave per le indagini di via D'Amelio. La risposta dello Stato emerge vivida nel ricordo dell'ispettore Lizzio, rievocato dal nipote Antonio Guglielmino, e nella testimonianza del magistrato Laura Benanti, descrivendo segreti e tensioni delle camere di consiglio nell’Aula bunker di Bicocca.Un percorso etico che ha scandito l’approfondimento con un obiettivo preciso: non può esserci pubblica amministrazione senza responsabilità, legalità e partecipazione. Così la “formazione per il bene comune” accompagna ragazze e ragazzi di oggi nel diventare la classe dirigente di domani.
Responsabilità, legalità e partecipazione: a Catania si forma la classe dirigente di domani
Il bilancio della VII edizione della Scuola di Formazione per il Bene Comune, promossa da FuturLab assieme a una rete di enti e istituzioni tra cui l’Università e Isola Catania








