| 1 Luglio 2026 20:03 |

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(Adnkronos) – “La nostra metodologia, che applichiamo ormai da diversi anni, prova a fare una valutazione dei livelli di tutela della salute nelle diverse regioni, tenendo conto delle prospettive di tutti gli stakeholder. Anche quest’anno si conferma la presenza di un importante divario tra le regioni più performanti, come il Veneto, che raggiunge il 64% della performance massima e regioni meno performanti, come la Calabria, che raggiunge un 36%. È un divario che, nel tempo, si sta riducendo perché le regioni del Centro e del Sud, che partivano da un livello peggiore, stanno progressivamente migliorando, un dato assolutamente positivo”. Lo ha detto Daniela d’Angela, presidente Crea Sanità, alla presentazione, oggi a Roma, del XIV Rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Centro per la ricerca economica applicata in sanità.

“Quest’anno – continua d’Angela – abbiamo voluto affiancare a questa valutazione di livelli di tutela della salute anche la percezione del cittadino e i miglioramenti che ha percepito. E’ emerso è che nelle aree più consolidate, come l’assistenza ospedaliera, piuttosto che la specialistica ambulatoriale, sembra esserci una miglior soddisfazione rispetto al miglioramento dei livelli di tutela della salute che si sono registrati in quelle regioni. Lo stesso non si osserva invece in tema di assistenza domiciliare e non autosufficienza – osserva – dove ci sarebbe più bisogno, perché sappiamo bene che andiamo incontro a una popolazione e a un quadro epidemiologico di cronici e non autosufficienti”.