David Ellison, rampollo del miliardario di Oracle, Larry Ellison, e convinto alleato di Trump, è intenzionato a fondere il suo impero, Paramount Skydance, appena acquisito, con Warner Bros.Discovery, in un colossale accordo da 111 miliardi di dollari. Gli europei potrebbero essere tentati di alzare gli occhi al cielo davanti a questa lontana soap opera hollywoodiana, ma si tratta a tutti gli effetti di una battaglia per l'anima dei media – e l'Europa può esercitare un potere sostanziale per il bene comune.

Non si tratta di una guerra culturale puramente americana o di un'espressione di nostalgia per l'età dell'oro del cinema. È una questione fondamentale che riguarda chi controlla le narrazioni globali che plasmano la politica e le istituzioni, sia nei media che nell'intrattenimento. Se questo accordo andrà in porto, infatti, i tradizionali "Big Four" — i quattro grandi studi di Hollywood — si ridurranno a un trio dominante. Inoltre, a Donald Trump verrà dato un posto al tavolo dei direttori di CNN International e di altre reti su cui gli europei fanno affidamento per notizie e informazione.

il Wall Street Journal riporta che Ellison ha promesso a Trump "cambiamenti radicali" alla CNN, incluso il licenziamento dei giornalisti sgraditi, in caso di conclusione dell'affare. Con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che ha dato il via libera all'operazione, una linea di difesa cruciale per il pluralismo dei media, la diversità culturale e il controllo democratico si trova proprio dalla nostra parte dell'Atlantico. Il Comitato europeo per i servizi dei media (EBMS) e la Commissione europea, infatti, possono e devono intervenire per bloccare questa fusione.