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Paolo Foschini

Più di cento tra risposte, proposte e documenti inviati. E un «record di consultazioni», sul sito del Ministero dell’economia e finanze, per il testo del Piano nazionale dell'economia sociale. «Segno evidente che di questo strumento c’era un grande bisogno»: a dirlo è Gabriele Sepio, che nella redazione del Piano ha svolto un ruolo di coordinamento tecnico.

Più di cento tra risposte, proposte e documenti inviati. E un «record di consultazioni», sul sito del Ministero dell’economia e finanze, per il testo del Piano nazionale dell’economia sociale. Il «segno evidente che di questo strumento c’era un grande bisogno e che esso tocca le corde di un mondo che lo aspettava da molto tempo»: a dirlo è Gabriele Sepio, che nella redazione del Piano ha svolto un ruolo di coordinamento tecnico.

Il documento era stato varato dal governo a metà ottobre scorso e il Ministero aveva lasciato tempo fino al 12 novembre affinché organizzazioni di categoria, sindacati, Enti del terzo settore, mondo cooperativo, delle cooperative e così via potessero esprimere le proprie valutazioni. «La risposta così ampia è la testimonianza - sottolinea Sepio - di un interesse che accomuna modelli pur diversi tra loro come quelli della cooperazione, dello sport, del Terzo settore, degli enti religiosi, delle fondazioni di origine bancaria, del credito cooperativo, delle imprese sociali. E il denominatore comune sta nel riconoscimento del primato della persona nonché degli interessi collettivi e generali della società».