di
Dimitri Canello
La veronese classe 1998 si racconta dopo il successo nel doppio femminile in Coppa del Mondo a Plovdiv insieme ad Alice Gnatta
La città di Trento è il filo rosso che attraversa l’intera storia sportiva di Clara Guerra, una delle protagoniste del canottaggio azzurro contemporaneo. Classe 1998, veronese di nascita e atleta della Guardia di Finanza, Guerra ha costruito la propria identità sportiva tra il Lago di Garda e il Trentino, dove da giovanissima ha dovuto adattarsi a un contesto poco strutturato per il canottaggio, trasformando però quelle difficoltà in una base tecnica e mentale solida. Oggi, dopo il successo nel doppio femminile in Coppa del Mondo a Plovdiv insieme ad Alice Gnatta, l’azzurra si racconta a cuore aperto.
Quanto ha inciso il legame con Trento nella sua crescita e cosa rappresenta oggi il risultato nel doppio con Alice Gnatta?«Il legame con Trento è stato decisivo perché è lì che ho iniziato davvero a fare canottaggio in modo strutturato, anche se in condizioni particolari. Mi sono avvicinata a questo sport da bambina sul Lago di Garda, poi con il trasferimento a Trento ho dovuto reinventare il mio modo di allenarmi perché non c’erano le stesse possibilità e spesso ero da sola a portare avanti il percorso».











