VILLORBA Da lato c'è l'autopsia. Dall'altro verranno effettuati tutta una serie di accertamenti per verificare se le particolari condizioni ambientali che c'erano quando l'operaio ha avuto il malore (tradotto, il caldo) abbiano influito sulla sua morte. E, infine, si appurerà se ci sono state eventuali violazioni di norme di prevenzione per quanto riguarda l’attività lavorativa. Dopo la morte di Franco Favaretto, operaio 59enne di Villorba, trovato senza vita martedì pomeriggio dopo che aveva concluso il suo turno di lavoro alla Smurfit Kappa Italia, azienda di confezionamento di Ponte della Priula, la Procura di Treviso aprirà un'inchiesta, come da prassi, per accertare tutti i fattori che potrebbero aver causato la morte del 59enne.
Malore alla fine del turno di lavoro, autopsia sul corpo di Stefano Tonin: l'ipotesi del colpo di calore Gli accertamenti L'uomo, secondo quanto finora ricostruito, si è accasciato a terra poco distante dallo stabilimento di via IV Novembre, dopo la fine del turno di lavoro e non si è più rialzato. Sul posto è intervenuto anche lo Spisal, che ora sta svolgendo anch'esso tutta una serie di accertamenti sulla vicenda. La morte di Favaretto ricorda quella di Stefano Tonin, il 57enne operaio stradale di Resana che attorno alle 14 del 24 giugno ha avuto un malore (poi rivelatosi fatale) mentre stava per concludere il proprio turno di lavoro nel cantiere di via Meucci, a San Martino di Lupari. Per far luce sulla sua morte, la Procura di Padova ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Anche nel caso di Favaretto il procedimento sarà pressoché analogo. La Procura di Treviso, attraverso appositi accertamenti, verificherà soprattutto se il caldo, in collegamento con l'attività di lavoro, possa aver influito sul malore e sulla sua morte del 59enne. Un accertamento ritenuto doveroso, se non altro in via precauzionale, date le particolari condizioni ambientali di martedì pomeriggio, tra afa e temperature bollenti (l’altro ieri si sono toccati i 37 gradi, ndr). A tal fine il sostituto procuratore titolare del fascicolo d'indagine disporrà l'autopsia sul corpo dell'operaio, così da far luce sulle cause del decesso. Stando a quanto ricostruito finora, l’uomo soffriva comunque di problemi di cuore. Ma le indagini si concentreranno anche sul fronte dell’attività lavorativa: gli inquirenti (con lo Spisal) verificheranno se vi fossero norme di prevenzione che dovevano essere adottate ma così non è stato e, nel caso, eventuali correlazioni con la morte di Favaretto.Al lavoro nei campi nella morsa dell’afa, 55enne ucciso da un malore mentre raccoglie angurie La ricostruzione Favaretto è morto martedì pomeriggio poco distante dallo stabilimento di via IV novembre. Dopo il turno dalle 6 alle 14 nel reparto ondulatori, era uscito da un cancello secondario per raggiungere la sua auto, lasciandosi alle spalle l’azienda dove aveva passato una vita: tra due anni sarebbe andato in pensione. A vederlo per primi sono stati i lavoratori di altre aziende vicine, che hanno dato l’allarme. I colleghi sono arrivati con un defibrillatore. Poi è giunta l’ambulanza, assieme a un’automedica, oltre a carabinieri, polizia locale e tecnici dello Spisal. Purtroppo ogni tentativo di rianimare il 59enne si è rivelato inutile. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.










