O cotti a puntino o schiacciati sotto gli alberi. Sembra ormai essere questa la routine estiva dei milanesi (almeno quelli che non possono passare i tre mesi più caldi al mare), un alternarsi di caldo esagerato e maltempo tropicale. Nelle pause, l’estate normale, quella che si ricorda solo chi ha superato i 40 anni e che adesso definiremmo “fresca”. Ieri la pausa temporalesca, che in effetti ci ha fatto smettere di evaporare per qualche ora, in compenso ha regalato alcuni alberi caduti, per fortuna senza feriti. I milanesi, si sa, corrono sempre, s’affannano, non smettono di correre né con 40 grandi all’ombra né col temporale in arrivo e continueranno (continueremo) a farlo. Ma le condizioni climatiche assomigliano sempre di più a un perverso Squid Game. E siamo solo al 2 di luglio.
Squagliati o schiacciati
A Milano ormai le estati alternano caldo infernale e alberi crollati, una routine che sa di “sopravvivenza”






