Due storie di vip e ambiente, raccontate da Luciano Capone sul Foglio, lontane nel tempo ma molto simili nella sostanza. La prima parte nel 2015, quando i ricercatori del Cnr scoprono in Salento la Xylella fastidiosa, nome scientifico di un batterio arrivato probabilmente dal Centro America. Scoppia una psicosi collettiva: Al Bano, Caparezza, i Negramaro, Emma Marrone, i Sud Sound System, Alessandra Amoroso si arruolano, su chiamata dello scrittore Pino Aprile, in un esercito di "guardie del corpo degli ulivi" contro il piano europeo di estirpazione delle piante infette. Nandu Popu e Sabina Guzzanti, insieme all'allora attivista M5s Cristian Casili, lanciano la teoria di un complotto Monsanto per sostituire gli ulivi salentini con varietà ogm israeliane. La procura di Lecce indaga per anni i ricercatori del Cnr come diffusori di malattia, prima di archiviare tutto. Oltre dieci anni e 21 milioni di alberi disseccati dopo, l'unica rimasta sul campo è Helen Mirren, che dal 2017 con l'associazione "Save the Olives" finanzia ricerca scientifica vera, fino al nuovo campo sperimentale di cinque ettari inaugurato pochi giorni fa a Ugento.La seconda storia è di oggi e sembra speculare. A Orvieto cento vip — tra cui Alice Rohrwacher, Salvatore Settis, Paola Cortellesi, Gabriele Salvatores, lo stilista Alessandro Michele e la principessa Marie-Astrid von Liechtenstein — scrivono al capo dello stato contro il parco eolico "Phobos" della tedesca Rwe, sette pale da 200 metri per 42 megawatt complessivi. La documentazione del ministero dell'Ambiente certifica che dal centro di Orvieto le pale non saranno visibili, a oltre otto chilometri di distanza. Si vedono invece da alcune proprietà private: il castello di Alessandro Michele a 2,6 chilometri da un aerogeneratore, quello della principessa von Liechtenstein a 1,1. Dopo che Tar e Consiglio di stato hanno respinto i ricorsi, a riaprire la partita è stato Fiorello in radio: la regione Umbria ha riavviato la procedura di annullamento, stavolta richiamando le tutele per i pipistrelli. Abbiamo citato: