Le strategie condivise dalle economie più industrializzate mirano a prevenire il rischio che l’automazione cognitiva determini una contrazione netta dei posti di lavoro o una polarizzazione sociale. Al centro di questo impianto multilaterale, vi è l’identificazione della formazione continua e flessibile come pilastro fondamentale per garantire la stabilità economica e la ricollocazione professionale. L’intervento di Andrea Stazi, ceo e co-founder Techno Polis
L’accelerazione nell’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale generativa all’interno dei processi aziendali sta ridefinendo i fabbisogni occupazionali globali a ritmi inediti. Di fronte a questa trasformazione strutturale, l’attuazione delle linee guida del G7 sul lavoro e sul digitale svoltosi pochi giorni fa a Ginevra rappresenta il principale punto di riferimento istituzionale per governare l’impatto della tecnologia sul mercato dell’impiego.
Le strategie condivise dalle economie più industrializzate – formalizzate nel “Piano d’Azione del G7 per un’applicazione umano-centrica dell’IA” e nei documenti delle riunioni ministeriali dedicate a Lavoro, Industria e Digitale – mirano a prevenire il rischio che l’automazione cognitiva determini una contrazione netta dei posti di lavoro o una polarizzazione sociale.








