La ricerca scientifica a bordo dei pescherecci locali per studiare nuove soluzioni contro le catture accidentali di squali e razze. È stato questo il cuore della seconda campagna del progetto Life Prometheus, condotta da ISPRA con la collaborazione dell’Area Marina Protetta e dei pescatori del territorio.
Al centro delle attività c’è la sperimentazione di deterrenti magnetici applicati ai palangari, strumenti pensati per ridurre l’impatto della pesca sugli Elasmobranchi, gruppo al quale appartengono appunto squali e razze. Si tratta di specie particolarmente sensibili, spesso vulnerabili alla pressione esercitata dalle attività umane e fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi marini. Durante la campagna sono state utilizzate diverse tipologie di armature: ami dotati di deterrenti magnetici, ami con dispositivi inerti simili ai magneti e ami liberi. Il confronto tra i risultati consentirà ai ricercatori di valutare l’efficacia delle soluzioni impiegate e di raccogliere dati utili per migliorare le strategie di conservazione.
Le operazioni si sono svolte al largo della costa nord-occidentale della Sardegna, tra Capo Testa, Vignola e Isola Rossa, con palangari calati anche a profondità di circa 150 metri. Un lavoro impegnativo, reso possibile dalla disponibilità degli equipaggi e dall’esperienza dei pescatori, il cui contributo si conferma decisivo per unire tutela ambientale e attività produttive.






