Tra il 2023 e il 2025, la società avrebbe sistematicamente sottostimato l’imposta dovuta, arrivando così a evadere oltre 60 milioni di euro
188 milioni di litri di diesel e benzina immessi sul mercato senza il corretto pagamento dell’Iva, consentendo alla società coinvolta di praticare prezzi sensibilmente inferiori a quelli di mercato. È l’ipotesi di reato al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura europea di Milano, che ha portato a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per oltre 60 milioni di euro. Gli accertamenti riguardano un deposito autorizzato di prodotti petroliferi con sede nel Milanese e hanno portato alla segnalazione del rappresentante legale della società e di due amministratori. Anche la società è stata deferita.
Le modalità di evasione
Secondo l’accusa, il deposito avrebbe utilizzato in modo distorto il regime dell’Iva all’estrazione, che prevede il pagamento dell’imposta nel momento in cui i prodotti vengono prelevati dal deposito sulla base di una stima delle quantità destinate alla vendita. Tra il 2023 e il 2025, la società avrebbe sistematicamente sottostimato l’imposta dovuta, arrivando così a evadere oltre 60 milioni di euro. Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe permesso di commercializzare carburanti a prezzi più bassi rispetto a quelli normalmente praticati. I prodotti sarebbero stati venduti sia attraverso una rete propria di distributori indipendenti, le cosiddette “pompe bianche”, sia mediante cessioni ad altri operatori del settore.








