Quirinale 01 luglio 2026 Meloni ha annunciato che vuole eleggere il primo capo dello Stato che non sia di quell’area politica, ma la storia e gli esperti dicono altro ANSA Il 29 giugno, ospite a 10 minuti su Rete 4, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è tornata a parlare dell’elezione del presidente della Repubblica. In particolare, Meloni ha parlato della possibilità che dopo le prossime elezioni politiche, previste nel 2027, la sua maggioranza parlamentare contribuisca a eleggere un presidente della Repubblica «non di centrosinistra». Secondo Meloni, «non è detto che non possa superarsi anche questo altro grande tabù», perché «chi non è di sinistra non è un figlio di un dio minore» e può aspirare alla Presidenza della Repubblica.
Con la sua affermazione, la presidente del Consiglio ha fatto intendere che tutti i capi dello Stato dal 1946 a oggi siano stati di sinistra o comunque non di destra o centrodestra, cioè della sua area politica. Le cose però non stanno così e l’affermazione di Meloni è esagerata. Come hanno confermato gli esperti, è vero che nella storia della Repubblica non c’è mai stato un presidente proveniente dalla tradizione della destra sociale, ossia quella del Movimento Sociale Italiano, il partito di ispirazione post-fascista da cui deriva Fratelli d’Italia e che è oggi guidato da Meloni. Allo stesso tempo, però, solo sei presidenti della Repubblica sui 12 che ci sono stati in Italia possono essere considerati di sinistra o centrosinistra, mentre gli altri provengono da tradizioni politiche diverse, chi liberale, chi democristiana e chi addirittura è stato un monarchico.Come si elegge il presidente della Repubblica Prima di entrare nel merito dei singoli presidenti, bisogna chiarire come viene eletto il capo dello Stato in Italia. Nel nostro Paese il presidente della Repubblica non è scelto direttamente dai cittadini. In base all’articolo 83 della Costituzione, l’elezione avviene nel Parlamento riunito in seduta comune, cioè con deputati e senatori che votano insieme. A loro si aggiungono i delegati regionali, scelti dai Consigli regionali: tre per ogni regione, tranne la Valle d’Aosta, che ne ha soltanto uno.










