L’Italia sta diventando un’area sempre più importante per la riproduzione delle tartarughe marine Caretta caretta nel Mediterraneo, nel 2023 lungo le coste nazionali sono stati censiti circa 443 nidi, saliti a 601 nel 2024 e poi a oltre 700 nel 2025, il valore più alto mai documentato nel Paese. L’aumento viene interpretato dagli esperti come il risultato combinato dell’espansione naturale dell’areale riproduttivo verso nord e ovest e del progressivo riscaldamento delle coste, che rende idonee alla deposizione aree in passato troppo fredde.

Una tendenza non priva di rischi – il sesso dei piccoli dipende dalla temperatura di incubazione delle uova, con conseguenze sul rapporto tra maschi e femmine, come anche sul successo complessivo di schiusa –, ma che riguarda da vicino la Toscana. Dopo il primo nido dell’anno scoperto lungo la spiaggia della Tenuta di San Rossore, ieri è fallito un tentativo di nidificazione all’isola d’Elba, più precisamente a Seccheto.

«La tartaruga marina – segnalano da Legambiente Arcipelago toscano – ha risalito la spiaggia, ha fatto un tentativo di nidificazione e poi desistito; è ritornata in mare sotto la luna piena. Si ricorda che in caso di avvistamento di una tartaruga marina sulla spiaggia bisogna tenersi lontano, non scattare foto col flash, non parlare a voce alta, accucciarsi e aspettare che la tartaruga ritorni in mare senza nessun disturbo, chiamare subito la responsabile del progetto tartarughe e referente LIFE TurtleNest (Isa – 3407113722) e il 1530 (Guardia Costiera)»