Roma, 7 ago. (askanews) – Le tartarughe marine si sono fatte attendere, quest’anno. Secondo le stime preliminari del progetto europeo LIFE TURTLENEST, coordinato da Legambiente, alla prima settimana di agosto sono circa 280 i nidi di tartaruga marina Caretta caretta censiti finora lungo le coste italiane: un numero che segna un rallentamento rispetto alle stagioni eccezionali degli ultimi anni, culminate nel 2025 con oltre 700 nidi registrati a fine stagione, ma che racconta una dinamica naturale. Infatti, e femmine di tartaruga marina non depongono ogni anno. Dopo una stagione riproduttiva serve tempo – di norma due o tre anni – per ricostituire le riserve energetiche necessarie a produrre un nuovo carico di uova.
I dati degli anni precedenti, riferiti alla prima settimana di agosto, erano i seguenti: 189 nidi nel 2021, 96 nel 2022, 326 nel 2023, 486 nel 2024 e oltre 600 nel 2025. Le ultime due stagioni hanno visto deporre un numero eccezionale di esemplari; è fisiologico, dunque, che una parte consistente di quelle femmine “salti” il 2026. Oscillazioni come quella osservata quest’anno sono quindi fisiologiche e non modificano il quadro generale: negli ultimi dieci anni l’Italia è diventata una delle principali aree di nidificazione del Mediterraneo occidentale, con un’espansione senza precedenti dell’areale riproduttivo della specie. Questo fenomeno sembra essere favorito dal cambiamento climatico e dal progressivo riscaldamento delle acque, ma potrebbe riflettere anche la crescita della popolazione mediterranea di tartarughe marine.








