Genova – Mercoledì mattina, davanti a Palazzo San Giorgio, un centinaio di cittadini hanno preso parte al presidio promosso dalla Rete Associazioni San Teodoro, da Cittadini Liberi di Certosa e dal Coordinamento dei Comitati del Ponente per chiedere un incontro diretto con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Una delegazione dei comitati è stata poi ricevuta dai rappresentanti dell’Adsp, che hanno manifestato la propria disponibilità ad avviare un percorso di confronto attraverso un calendario di incontri dedicati ai singoli territori (che resta ancora da definire). Assente il presidente Matteo Paroli, impegnato a Napoli.

Presidio dei comitati davanti a Palazzo San Giorgio: l'Autorità Portuale apre al dialogo

«Abbiamo esposto i problemi che avevamo già elencato nel volantino e nella lettera inviata al dottor Paroli – spiegano i rappresentanti dei comitati –. e chiesto di essere convocati nuovamente, comitato per comitato, per approfondire in maniera specifica le questioni che interessano i vari quartieri colpiti dalle emissioni e dalle esternalità negative delle attività portuali». Secondo gli organizzatori, la disponibilità mostrata oggi dall’Autorità Portuale rappresenta un primo segnale importante, ma sarà necessario passare rapidamente dalle intenzioni ai fatti. «Ora questa concretezza la dobbiamo vedere attraverso delle date che dovranno esserci comunicate comitato per comitato – proseguono i rappresentanti –. Chiaramente, se le date non arriveranno, ci faremo trovare di nuovo qui oppure organizzeremo altre manifestazioni sul territorio». Tra i temi più sentiti, l’elettrificazione delle banchine, annunciata ormai da anni come intervento strategico per ridurre le emissioni delle navi attraccate in porto. Nei quartieri del retroporto, soprattutto durante il periodo estivo, i residenti lamentano da tempo situazioni considerate «intollerabili», con pesanti ricadute sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica. Altrettanto forte è la preoccupazione legata al possibile transito di merci pericolose lungo il nuovo collegamento ferroviario dell’ultimo miglio del Terzo Valico, destinato ad attraversare quartieri densamente abitati come Sampierdarena, Certosa e Rivarolo. A questo si aggiunge il nodo dei depositi chimici costieri di Multedo, da anni al centro delle proteste dei residenti per la loro vicinanza alle abitazioni. Infine, nel mirino dei comitati locali ci sono anche le ipotesi di espansione portuale verso Ponente e i nuovi riempimenti a mare che potrebbero modificare profondamente il tratto costiero compreso tra Pegli, Pra’, Palmaro e Voltri.