<p>L'oro registra il peggior trimestre dal 2013 e l’argento e il platino restano a ridosso dei minimi di novembre 2025.

Il prezzo del metallo giallo scambia sotto la soglia di 4.000 dollari dopo il peggior trimestre degli ultimi 13 anni penalizzato dall'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi e dalle crescenti aspettative che la Federal Reserve possa aumentare i tassi d'interesse, fattori che mettono sotto pressione il metallo prezioso. </p> <h2>Pesa il rischio di un rialzo dei tassi Fed</h2> <p>Gli investitori preferiscono il dollaro (l’euro cade dello 0,21% a 1,1395), rafforzato proprio dalle aspettative sempre più diffuse che la Fed possa aumentare i tassi d'interesse nel corso dell'anno.

Un dollaro più forte rende l'oro più costoso per gli acquirenti esteri, riducendone così l'attrattiva.

L'oro spot scende dell’1,10% a 3.982,06 dollari l'oncia, vicino ai minimi degli ultimi otto mesi, e l’argento flette del 2,59% a 57,91 dollari l’oncia, restando a ridosso dei minimi di fine novembre.

Stessa sorte avversa per il platino, in calo dello 0,6%, a 1.542,70 dollari l'oncia, dopo aver toccato il livello più basso dallo scorso novembre. </p> <h2>E il dollaro forte, oltre all’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato Usa</h2> <p>Al contempo, la vendita di Treasury Usa spinge il rendimento del decennale statunitense al 4,467%, con un aumento superiore rispetto a quello dei rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona.