<p>Il rapporto tra l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al <strong>pil si è ridotto al -7,8%</strong>, rispetto al -8,4% del primo trimestre del 2025.
Lo rileva l’Istat nel conto delle pubbliche amministrazioni e le stime relative alle famiglie e alle società, parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali. </p> <p> </p> <p>Eppure<strong> la pressione fiscale è cresciuta dello 0,3%</strong> raggiungendo quota 37,6% del pil nel primo trimestre 2026. </p> <p>Allo stesso tempo<strong> il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,6%</strong> nel primo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti mentre <strong>il potere di acquisto è aumentato dello 0,8%</strong>.
L’Istat segnala che i consumi sono cresciuti dell’1,4% e la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. </p> <p>Si tratta di dati, sottolinea Massimiliano Dona, presidente dell’<strong>Unione nazionale consumatori (Unc)</strong>, che riguardano un periodo in cui «non si erano ancora dispiegati gli effetti nefasti dovuti all’Effetto Iran».
A marzo, infatti, l’inflazione era ancora contenuta, sotto il 2 per cento: 1,7%, da 1,5% di febbraio.








