Roma, 1 lug. (askanews) – “Nella scuola oggi si respira troppa ansia fra studenti, insegnanti e famiglie. Sempre più spesso l’esperienza scolastica viene vissuta come un luogo di giudizio, e questo rischia di bloccare l’apprendimento. La paura di sbagliare provoca più danni degli errori stessi. Occorre cambiare prospettiva, la valutazione non può essere una sentenza, né tanto meno un giudizio statico. Deve diventare un’opportunità di crescita”: lo afferma Daniele Novara, noto pedagogista piacentino e fondatore del CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti), autore di best seller come “Nessuno si educa da solo” o “Urlare non serve a nulla”, mentre si avvicina la data del convegno online “Il giudizio non serve” in programma il 31 agosto 2026.
“L’insegnante non è chiamato a stabilire chi vale e chi non vale, ma ad accompagnare gli alunni nel loro percorso, riconoscendone i progressi e i cambiamenti – prosegue Novara, sottolineando – La valutazione evolutiva nasce proprio dalla necessità di osservare il percorso anziché fermarsi al risultato di una verifica, sostenere il miglioramento invece di evidenziare soltanto le mancanze. Una scuola che valorizza i passi avanti permette agli studenti di apprendere senza paura e agli insegnanti di vivere il proprio ruolo con maggiore efficacia e serenità”.






