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Il Tribunale amministrativo di Francoforte sul Meno ha stabilito che il megayacht Dilbar non deve essere considerato un bene congelato ai sensi delle misure restrittive imposte dall’Unione europea nei confronti di soggetti sanzionati. Con questa decisione, il tribunale ha accolto il ricorso presentato dal cantiere navale tedesco Lürssen contro l’Ufficio federale per gli affari economici e il controllo delle esportazioni (BAFA), ordinando all’autorità federale di riconoscere che non sussiste l’obbligo di trattare l’imbarcazione come un asset soggetto a sanzioni.

La controversia riguardava l’individuazione del reale soggetto che controlla lo yacht, negli ultimi anni attribuito al miliardario russo-uzbeko Alisher Usmanov, sottoposto a sanzioni UE dopo la guerra in Ucraina. Secondo il tribunale, tuttavia, le prove presentate non dimostrano che il Dilbar sia di proprietà, detenuto o controllato da persone incluse nelle liste sanzionatorie dell’UE o da soggetti a esse collegati.

La sentenza ricostruisce la struttura proprietaria dello yacht. Il Dilbar è di proprietà di una società controllata da una società cipriota le cui quote sono detenute in trust da una fiduciaria svizzera a beneficio del The Sister Trust, un trust istituito nel 2016 nell’ambito della pianificazione patrimoniale della famiglia Usmanov.