PORDENONE - Incetta di cento e cento e lode ieri al liceo Leopardi-Majorana di Pordenone. Dal classico due cento e due valutazioni con lode, dalle scienze umane due cento. Filippo Bigi, 19enne pordenonese, studente del classico della quinta A, ha conquistato il voto a tre cifre condividendo l'emozione con il fratello gemello Alessandro: «Lui è allo scientifico, farà l'orale il 3 luglio e punta al cento anche lui. È molto bravo, all'università farà Fisica».
L'ESAME Filippo ha ottenuto il massimo voto con un tema sull'analisi della poesia di Pavese "Passerò per Piazza di Spagna". «Sono stato l'unico della mia classe a scegliere quella tipologia di compito - spiega -. Ho sempre amato la poesia ed ero sicuro che avrei scelto il modello A1 di traccia. In tutta Italia è stata la meno gettonata. Per quanto riguarda la seconda prova, la versione di Quintiliano non è stata molto difficile e mi è piaciuto il fatto che parlasse del legame dei filosofi e dei generali del passato con la musica. All'orale, come membro esterno, avevamo un prof di latino della Normale di Pisa, è stato molto esigente: mi ha chiesto di tradurre il proemio dell'Agricola di Tacito all'impronta ma è andata bene». Nel corso degli anni, il 19enne ha partecipato a diverse competizioni di greco e latino, vincendo il Placidiano. Ma il futuro non sarà su dizionari e testi antichi: «Voglio diventare un medico, proverò il semestre filtro alla Sapienza di Roma. Ho sempre amato quella città e penso che ci siano molte possibilità lavorative. Inoltre la Sapienza è un'ottima università». I RICORDI Tra i ricordi delle superiori che Filippo porterà con sé, la gita dell'ultimo anno in Grecia. «Sono stati nove giorni magnifici, forse la ricorderò più della stessa Maturità. Abbiamo potuto vedere tutte le cose che abbiamo studiato. Un'emozione osservare il Partenone ad Atene. Poi siamo stati benissimo con i compagni. In questi cinque anni ho stretto tantissime amicizie e anche tra i docenti ho trovato delle persone molto umane». Adesso per Filippo è il momento dei festeggiamenti. «Ho chiuso con la media del 9.1 e poi è arrivato il cento, sono molto soddisfatto - conclude - festeggerò con i miei amici e con la mia fidanzata in centro a Pordenone». CENTO E LODE In classe con Filippo, Giovanni Antonio Pizzuto, 19enne di Fiume Veneto. Giovanni Antonio ha scoperto di aver preso cento e lode casualmente, aprendo il registro elettronico. «È stato emozionante, ho aperto con la mia famiglia e ho visto la lode, non me l'aspettavo». Il 19enne ha preso il massimo in tutte le prove. «All'orale - racconta - nel discorso personale ho parlato delle attività extrascolastiche che ho svolto. Suono il clarinetto e faccio parte dell'orchestra giovani musicisti veneti di Treviso. Lo studio della musica mi ha insegnato l'impegno e la dedizione. Ho praticato basket a livello agonistico e lo sport mi ha trasmesso lo spirito di collaborazione. Inoltre sono uno scout, per questo motivo in sede di colloquio la commissione mi ha chiesto l'imperialismo inglese. Il fondatore degli scout Robert Baden-Powell ne ha fatto parte. Ho spiegato ai commissari che il cercare di conciliare tutto con lo studio mi ha formato».L'amore per i testi antichi di Giovanni Antonio continuerà all'università: «Farò lettere classiche, proverò il test alla Galileiana di Padova o in un corrispettivo di Torino. Non necessariamente insegnerò, ma voglio studiare qualcosa che mi piace». Ora i festeggiamenti: «Con la mia mamma Mariagrazia, papà Mauro e mio fratello Giacomo. Poi ovviamente il brindisi con gli amici».







