Roma, 1 lug. (askanews) – Dopo un 2024 da record, il settore dei parchi divertimento in Italia conferma la propria solidità e chiude il 2025 in sostanziale tenuta. Lo attestano i dati ufficiali del Rapporto Annuale SIAE, che restituiscono l’immagine di un “ecosistema dell’evasione” in grado di consolidare i risultati raggiunti e di continuare a generare valore per la filiera turistica nazionale.
Nel 2025 i parchi divertimento hanno registrato 20.644.866 ingressi e una spesa del pubblico per l’acquisto di biglietti pari a 306.076.509 euro. Rispetto al 2024 si osserva una lieve flessione dei volumi, con un calo del 2,2% degli ingressi e dello 0,2% della spesa complessiva. Nell’interpretazione del dato devono essere tuttavia considerati, da un lato, l’eccezionalità del 2024, l’anno migliore di sempre per il settore, e dall’altro, il clima piovoso dal nord al sud Italia che, nella prima parte dell’estate 2025, ha penalizzato gli ingressi. A caratterizzare l’anno è tuttavia la crescita della spesa media per visitatore (+2%) e dell’incasso medio per giornata di apertura (+1,4%).
“Il dato sull’aumento della spesa media pro-capite conferma una direzione strategica ormai evidente anche per il mercato italiano – dichiara Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi – il settore si sta indirizzando verso un modello più evoluto, già consolidato nei grandi parchi internazionali, in cui la crescita non si misura soltanto in termini di volumi, ma nella capacità di migliorare il valore dell’esperienza. Food & beverage, merchandising, priority-pass e altri servizi ancillari diventano leve fondamentali per qualificare la visita, diversificare i ricavi e rispondere a una domanda sempre più orientata alla personalizzazione. Rispetto all’estero, però, in Italia il prezzo del biglietto resta decisamente più contenuto: una scelta che consente di preservare l’accessibilità dei parchi e di mantenerli aperti a un pubblico ampio”.













