Trieste, 1 lug. (askanews) – Questa notte il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha ridato vita alle Province di Udine, Gorizia, Pordenone e Trieste. Ai voti favorevoli del Centrodestra e agli attesi consensi di Serena Pellegrino (Avs), Marko Pisani (Ssk) ed Enrico Bullian (esponente indipendente all’interno del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), si sono confermati i no di Pd, degli altri 4 componenti del Patto-Civica, di Rosaria Capozzi (M5S) e di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), per un totale di 26 favorevoli e 16 contrari.

Honsell ha preso la parola per primo tacciando il disegno di legge 86 di essere troppo generico sulle funzioni delle Province, poi ha accusato il presidente Fedriga di comportamento grave con la sua assenza ai lavori d’Aula di quella che il Centrodestra ha definito la norma più importante della legislatura.

Reintroduzione di un contenitore vuoto, fatto per Province prive di competenze chiare e anche dai costi incerti pure per Capozzi, a detta della quale “il provvedimento è stato costruito solo per soddisfare i desiderata della Maggioranza, senza garantire indicazioni puntuali”.

Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), dopo aver elogiato l’eurodeputato di FdI, Alessandro Ciriani, per aver “detto ciò che tanti pensavano, ovvero che si tratta di un provvedimento poltronificio” e che la Maggioranza ha respinto il confronto con i cittadini attraverso un referendum, si è unito a Honsell nell’evidenziare l’assenza di Fedriga, un appunto poi fatto anche da Manuela Celotti (Pd).