Al Cern di Ginevra è cominciato il terzo shutdown programmato del più grande acceleratore di particelle al mondo, il Large Hadron Collider (Lhc). L'impianto è stato spento per consentire un vasto intervento di manutenzione e di aggiornamento che lo trasformerà nell'High-Luminosity Lhc (HiLumi), la versione ad alta luminosità destinata a entrare in funzione nel 2030. Lo rende noto il Cern, dove ieri ricercatori e tecnici si sono riuniti per celebrare i risultati ottenuti e l'avvio di questa nuova fase del progetto.Durante lo shutdown, "migliaia di specialisti del Cern e degli istituti partner di tutto il mondo lavoreranno per trasformare Lhc, i suoi iniettori e gli esperimenti nelle versioni previste per l'High-Luminosity Lhc (HiLumi), oltre a realizzare interventi di rinnovamento essenziali su tutto il complesso dell'acceleratore e delle strutture sperimentali", spiega il Cern in una nota.Si tratta di "un'impresa logistica e ingegneristica enorme e complessa", afferma Jean-Philippe Tock, responsabile del team di coordinamento dello shutdown. "Solo nell'Lhc verranno rimossi e sostituiti 1,2 chilometri di magneti e componenti con nuove apparecchiature, e su tutto il complesso sono previsti decine di progetti che coinvolgeranno migliaia di ingegneri, fisici, tecnici e personale di supporto".Anche se in questo periodo non circoleranno fasci di particelle, l'attività scientifica del Cern resterà intensa. Migliaia di ricercatori continueranno ad analizzare i dati raccolti durante l'era dell'Lhc, estraendo nuovi risultati e, allo stesso tempo, preparando gli esperimenti alle sfide future.
Il Cern ha fermato l'acceleratore Lhc per lo stop programmato
Il Cern ha fermato l'acceleratore Lhc per lo stop programmato














