La Baguette Fendi ha stabilito un nuovo record mondiale in asta. Un esemplare appartenuto a Liz Taylor, presentato nella «Handbags Online: The New York Edit» di Christie’s (lotto 149; la vendita è terminata l’11 giugno) ha incassato 21.590 dollari, dalla stima di 3.000. Il lotto si è rivalutato, dunque, sette volte (si ricordi che la stima pre asta è sempre al netto delle commissioni, al contrario del prezzo finale di vendita). In tela avorio e con stampa floreale rossa, bianca e nera, decorata con finiture argentate, la borsetta risale a inizio 2000, proprio quando infiammava le pagine degli editoriali di moda grazie anche a Carrie Bradshaw di SATC (Sex and the city). Questa ha la particolarità di essere intessuta di minuscoli cristalli, simili a gocce di rugiada sulla stampa floreale.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIUna borsa a forma di baguette in tela decorata con motivi floreali nei colori rosso, bianco e neroStoria della Baguette Fendi«It bag» per eccellenza, ancor prima delle ‘colleghe’ Hermès Kelly e Birkin, la Baguette Fendi nasce nel 1997 dall’inventiva di Silvia Venturini Fendi, diventando in pochissimo tempo «La» borsa da avere ad ogni costo. Un accessorio tanto riconoscibile quanto versatile: compatta e regolare, si ispira all’omonimo pane francese e all’abitudine di portarlo sotto al braccio. Con patta frontale, chiusura con logo FF e tracolla corta, sarebbe stata il completamento ideale degli outfit Y2K (year two thousand): perfetta da tenere in spalla durante le notti danzanti in discoteca, senza l’impaccio della tracolla o l’ingombro delle taglie maxi. Pur essendo discretamente capiente. La Baguette è «un manifesto di identità e individualità, perché è sempre la stessa e al tempo stesso sempre diversa», ha osservato la sua creatrice. Una curiosità: a introdurre il logo «FF», che sta per «Fun Fur» («pelliccia divertente») fu Karl Lagerfeld (1933-2019), poco dopo il suo ingresso nella maison nel 1965.Dal suo debutto, la casa romana (oggi parte del gruppo LVMH) l’ha proposta in oltre 1.000 versioni: «Ne esistono così tante varianti e ciascuna sembra un pezzo unico», come afferma Kiara Cooper, specialista di borse e accessori da Christie’s. Pulita o massimalista, la Baguette ha acceso il cuore delle fashioniste. E ora, delle collezioniste, soprattutto, millennial e gen Z).Le Baguette Fendi di Liz TaylorLe altre Baguette di Liz Taylor in astaDa sempre estimatrice di Fendi, Liz Taylor possedeva diverse Baguette rarissime, non solo quella che ha fatto record. Oltre a quest’ultima, nella stessa online sale ne sono state vendute altre provenienti dalla sua collezione: una Baguette Zucchino con metalleria in oro (lotto 202, 3.048 dollari; stima: 2.000 – 3.000); un’altra con fibbia in pietra occhio di tigre, con migliaia di paillettes applicate a mano in campiture nere, bianche, argentate e beige (lotto 35, 6.985 dollari; stima 3.000 – 4.000); una in cuoio romano (lotto 168, 4.064; 3.000 – 5.000) materiale firma della maison, che nacque a Roma nel 1925 proprio come laboratorio specializzato nella lavorazione di pellicce e pellami. Nel solco della tradizione artigiana di Fendi si inserisce la Baguette di Liz Taylor in pelliccia di agnello tinta d’arancione e macchie scure (lotto 33, 3.556 dollari; stima: 3.000-4.000).L’opera readymade di Jeff Koons «Kelly Bag Ivory (Shelf), 2014»I risultati di New York (e Jeff Koons)Tutti i 22 lotti Baguette sono stati venduti, e l’asta nel complesso ha totalizzato 3.256.407 dollari, con il 97% dei lotti venduti e un risultato pari al 123% della stima minima complessiva. Il top lot della vendita è stato una rara Birkin 30 Himalaya in coccodrillo del Nilo bianco opaco, con finiture in palladio del 2016, aggiudicata per 120.650 dollari. A seguire, gli acquirenti hanno premiato una Birkin 35 Anate Sellier in pelle Evergrain color cioccolato con finiture dorate del 2023 (76.200 dollari). Dei 137 lotti Hermès (quasi tutti Birkin e Kelly) pochissimi invenduti, fra cui due tracolle Constance e una Birkin 25 in coccodrillo nilotico nero lucido.Non figura certo fra gli invenduti l’opera readymade di Jeff Koons «Kelly Bag Ivory (Shelf), 2014», proveniente da un progetto benefico per le Nazioni Unite: qualcuno ha pagato questa borsa color panna su mensola specchiata 30.480 dollari. Allo stesso prezzo è passata di mano una valigetta da passerella «Feminist Protest» di Chanel del 2015 (epoca Karl Lagerfeld), a fronte di una stima minima di 8.000 dollari.