di
Pietro Amante
Un nuovo studio su Macacus rhesus rivela come le esperienze di vita possono influenzare l'invecchiamento in diversi tessuti
Le esperienze che si affrontano nei primi anni di vita possono lasciare sulla salute segni in modi che possono ripercuotersi per decenni, persino sull'intero organismo. Un nuovo studio, pubblicato su Science, ha esaminato un gruppo unico di scimmie Macacus rhesus in libertà, seguiti per tutta la vita al fine di documentarne le esperienze. Combinando queste storie con dati genomici provenienti da 12 tessuti raccolti in età adulta, lo studio fornisce alcune prove molecolari tra più chiare finora disponibili che le avversità vissute nei primi anni di vita lasciano un'impronta duratura e sistemica sull'epigenoma, il livello biologico che sovrasta il genoma umano e regola l'attività genica. Lo studio, condotto da ricercatori dell'Arizona State University di Phoenix (ASU) e della Vanderbilt University di Nashville, Tennessee, insieme ad altre istituzioni, ha esaminato i segni distintivi dell'invecchiamento a livello dell'epigenoma, noti come modelli di metilazione del Dna. La metilazione del Dna è uno dei marcatori dell'invecchiamento più studiati e può essere utilizzata per costruire «orologi epigenetici» che stimano sia l'età cronologica di un organismo (da quanto tempo è in vita) sia l'età biologica (quanto vecchio appare a livello fisiologico).












