Le frontiere della chirurgia robotica sono state al centro dell’attenzione ieri nell’ultimo incontro dell’associazione Urbino Capoluogo. Il docente di statistica medica e candidato rettore Marco Rocchi ha aperto l’argomento snocciolando i dati: "È un settore in grande crescita: negli USA e nel Regno Unito gli interventi con robotica sono aumentati tantissimo negli ultimi anni. È una disciplina operatoria che gradualmente sta sostituendo la laparoscopia, di cui è erede in alcuni aspetti, ma ancor meno invasiva. La robotica riguarda in particolare la chirurgia urologica e i vantaggi sono molteplici e indiscussi: netta riduzione dei giorni di degenza, minor sanguinamento, minori complicanze. Il rovescio della medaglia è che i tempi sono più lunghi e i costi maggiori".

Il chirurgo Giuseppe Miranda, già medico a Urbino e ora operante ad Ancona, è sceso nel dettaglio: "La chirurgia robotica è l’applicazione della bioingegneria al mondo operatorio. Il chirurgo sta a una consolle e muove degli strumenti miniaturizzati col risultato di un intervento molto più “delicato“ e preciso. Le piattaforme si stanno evolvendo sempre di più e anche l’IA ci aiuta dando dati in tempo reale su come procedere durante l’intervento. Nel futuro ci sarà anche la telechirurgia, ovvero robotica a distanza, che è già realtà in Cina e Canada, che riduce i costi e permette di operare pazienti in ospedali remoti. Nulla vieta anche a Urbino, un domani".