HomeMilanoCronacaVia al Piano Cultura: 126 milioni in 3 anniIl Consiglio regionale ha approvato con i soli voti della maggioranza il “Programma triennale per la cultura 2026-2028”. "L’atto –...Il Consiglio regionale ha approvato con i soli voti della maggioranza il “Programma triennale per la cultura 2026-2028”. "L’atto –...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIl Consiglio regionale ha approvato con i soli voti della maggioranza il “Programma triennale per la cultura 2026-2028”. "L’atto – si legge nella nota diramata dal Pirellone – poggia su uno stanziamento economico storico, che supera i 126 milioni di euro per il triennio, ripartiti tra risorse regionali (25,5 milioni), fondi PNRR (34 milioni), coesione europea (17,6 milioni), risorse interregionali e Piano Lombardia (49 milioni). I cardini riguardano la tutela del patrimonio archeologico e museale e la valorizzazione delle tradizioni locali. Il piano punta, inoltre, a un netto incremento dell’offerta e della fruizione culturale complessiva, garantendo criteri di massima accessibilità per le fasce di popolazione con particolari fragilità e disabilità".
Tra le novità l’istituzione dei Tavoli della Cultura per promuovere i presidi locali, il recupero del patrimonio artistico di proprietà delle aziende sanitarie e delle fondazioni ospedaliere lombarde, nonché il rilancio della Lombardia Film Commission e l’attuazione del Masterplan della legacy olimpica. Il Piano potenzia il welfare culturale introducendo azioni per la lettura (con l’iniziativa “Nati per Leggere” e il “Patto Regionale per la lettura” coinvolgendo scuole, carceri, ospedali e università) e sostiene lo spettacolo dal vivo con una Music Commission regionale e nuovi bandi per il cinema. Spazio anche alla valorizzazione dei borghi storici e del patrimonio immateriale, oltre alle rassegne come le celebrazioni voltiane del 2027 e l’appuntamento internazionale “Futura”. Approvato un ordine del giorno di Paola Bocci (Pd) ma sottoscritto pure da Michele Schiavi (FdI) per valorizzare le librerie indipendenti come presìdi culturali territoriali.







