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Redazione Buone Notizie
I dati della ricerca «Foreste in Comune» promossa dall'Unione Comuni e Comunità montane con Legambiente, Consorzio Caire e sezione italiana del Pefc (Programme for endorsement of forest certification)
Più foreste che campi coltivati. Forse non succedeva dal Medioevo. Ora succede in Italia. Una bella notizia? Per certi aspetti sì, quando la natura vince proviamo sempre un po' di soddisfazione. Ma un conto è se le foreste vincono per scelta, un conto è se i campi perdono per abbandono di colline coltivate da secoli: c'è sempre un perché delle cose e tutto è fatto di pro e contro.
Oggi le foreste si estendono su quasi 100 mila chilometri quadrati della penisola italiana. Sono concentrate soprattutto nelle zone montuose, ma rappresentano comunque la graduale riconversione dei terreni coltivati in aree boschive. Il dato è contenuto nel rapporto «Foreste in Comune», prima indagine socio economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani promossa dalla sezione italiana di Pefc (Programme for Endorsement of Forest Certification) con Unione dei Comuni e delle comunità montane, Legambiente e Consorzio Caire che per la prima volta analizza e condivide fattori inediti come l’Indice di Boscosità, ovvero il rapporto tra superficie forestale e superficie totale del comune, e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento.






