Il Copasir ha avviato un’indagine conoscitiva sugli investimenti cinesi in Italia. La scorsa settimana sono stati auditi l’ambasciatore Michele Valensise, ex segretario generale della Farnesina e oggi presidente dell’Istituto Affari Internazionali, e il professor Giuliano Noci, prorettore per la Cina al Politecnico di Milano, che nei giorni scorsi ha pubblicato ringraziato il console cinese a Milano in un post su Facebook dal titolo “Costruiamo ponti tra Italia e Cina”. Oggi toccava ai rappresentanti dell’Aspen Institute Italia.

Chissà se ci sarà spazio anche per qualcuno dei «24 top manager di 15 aziende», «eccellenze della meccanica, automotive, farmaceutico e altri settori strategici», che nei giorni scorsi hanno partecipato alla missione organizzata da Italy China Council Foundation e da The European House-Ambrosetti per incontrare varie società cinesi, tra cui BGI Genomics, sussidiaria di BGI Group, un’azienda con un valore strategico enorme per Pechino: raccogliere dati sanitari su larga scala può assicurare conoscenze importanti sulle tendenze del settore. Un esempio? Se i dati suggerissero una crescita dell’ipertensione in Europa, potrebbero aiutare a orientare investimenti e capacità produttive verso lo sviluppo di farmaci per quella patologia.